Good news: con MAAM hai accesso agli sgravi sui contributi!

Con il decreto appena firmato dai ministri dell’Economia e del Lavoro (qui potete leggere il testo completo), le aziende che hanno sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali recanti l’introduzione di misure di conciliazione vita-lavoro innovative e migliorative, avranno dei vantaggi sotto forma di sgravi sui contributi da pagare all’Inps.

A disposizione delle imprese ci sono 110 milioni di euro divisi su due anni. Può accedere ai fondi per il 2017 chi fa domanda presentando il proprio accordo aziendale in materia di conciliazione entro il 15 novembre. Per il 2018 le domande vanno presentate entro il 31 agosto 2018. Le misure agevolate sono divise in tre categorie:

interventi per la genitorialità: creazione di nidi e spazi gioco, percorsi formativi per favorire il rientro dal congedo (come MAAM), buoni per l’acquisto di servizi di baby sitting, allungamento e maggiore retribuzione del congedo parentale.
flessibilità organizzativa: lavoro agile, orari flessibili, part time, banca delle ore, cessione solidale di permessi
accesso detassazione premi di produttività

> Qui è possibile leggere un articolo esaustivo che racconta nel dettaglio le modalità di accesso agli sgravi.

Ricerca/ Le mamme di oggi? Usano le stesse competenze a casa e al lavoro

OSSERVATORIO MAAM – MATERNITY AS A MASTER
CASA, FAMIGLIA O LAVORO? NESSUNA SCELTA: LE MAMME DI OGGI USANO LE STESSE COMPETENZE A CASA E AL LAVORO.
ALLA BASE, LA TEORIA DELL’ACCUMULO DEI RUOLI

A un anno dal debutto della piattaforma MAAM – maternity as a master, una ricerca quali – quantitativa dimostra come le mamme non si percepiscano più incasellate nel ruolo di mamma/moglie/lavoratrice ma si sentano un’unica persona che lavora, ama la propria famiglia e sé stessa. E a beneficiarne può essere – soprattutto – il lavoro.

> Scarica il documento di sintesi

 

La Stampa racconta i dati della campagna “Diamo voce ai papà”

Schermata 2017-03-16 alle 14.52.20Il quotidiano La Stampa racconta i risultati emersi della prima campagna nazionale sulla paternità condotta da Piano C con il supporto di MAAM, Alley Oop (Il Sole 24 Ore), Generali Italia e Ikea e presentata il 15 marzo 2017 alla Camera dei Deputati.

<<Cosa è emerso? «Dalle oltre 1500 risposte ricevute viene fuori che la totalità (meno l’un per cento) è felice di essere diventato genitore». Per i padri, il nuovo mestiere non retribuito diventa una buona fonte di formazione professionale, che insegna loro i soft skills più richiesti sul mercato ovvero l’arte della pazienza (60%), capacità di gestione del tempo (40%), di problem solving (45%), di negoziazione (38%), di consapevolezza di sé e delle proprie emozioni. Le maggiori responsabilità che un figlio comporta per il 95% degli intervistati si traducono solo per il 40 % in un ridimensionamento delle proprie ambizioni lavorative: per il resto, diventando papà, nel rapporto con il proprio mestiere l’urgenza è trovare una nuova organizzazione della vita quotidiana (28%), un equilibrio tra vita e lavoro (39%) oltre alla stabilità lavorativa (37). >>


Continua a leggere l’articolo de La Stampa << La riscossa dei papà: “Sì al congedo, stare coi figli ci fa bene” >>


 

Business.it parla del master per i papà

Da gennaio 2017 anche gli uomini potranno allenare le proprie competenze genitoriali, anche se non sono in congedo di paternità. La novità di maam U è un master dedicato alla crescita professionale dei papà.

Maam U darà quindi la possibilità ai neo padri di allenare le proprie competenze relazionali, organizzative e creative, attraverso pensieri, esercizi e riflessioni. Alcuni studi scientifici infatti hanno dimostrato che i papà che si prendono cura attivamente dei figli sviluppano le stesse competenze delle mamme. Le attività di cura nei confronti del nuovo arrivato vanno a provocare negli uomini delle reazioni neurochimiche molto simili a quelle materne, come ad esempio la produzione di ossitocina e l’abbassamento del livello di testosterone e di conseguenza dell’aggressività.


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Beppe Severgnini parla di maam sul Corriere della Sera

Sabato 24 settembre 2016 Beppe Severgnini racconta sulle pagine del Corriere della Sera il “fallimento” di una madre lavoratrice e porta avanti una riflessione sulle responsabilità di tutti (soprattutto degli uomini) davanti alla rinuncia del lavoro da parte delle mamme italiane.

Una società sana capisce che la maternità è un’opportunità. Riccarda Zezza, a schermata-2016-10-04-alle-16-42-39TedxMatera, ha titolato così il suo intervento: “Maternity as a Master”. Ha ragione. Diventar madri è un master d’alto livello. Si ritorna al lavoro più tenaci, più capaci di affrontare le difficoltà, più mature. Ma il datore di lavoro deve capirlo. Non è questione di legislazione, che esiste (le poche donne che ne abusano, lo sappiamo: danneggiano le altre). È questione di regole del gioco collettivo.

 


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